• Mutuo INPDAP a Tasso Fisso o Variabile


    Gli iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali dell’INPDAP, ora INPS Gestione Dipendenti Pubblici, hanno la possibilità di richiedere mutui a tasso fisso o a tasso variabile.

    Mutuo INPDAP tasso di interesse fisso o variabileLe norme che disciplinano il mutuo INPDAP a tasso fisso o variabile sono contenute nell’articolo 7 comma 2 del nuovo Regolamento dei mutui ipotecari edilizi ex INPDAP, approvato con determinazione presidenziale n. 79 del 24 luglio 2015, e in vigore dal 1° ottobre 2015.

    I valori dei tassi di interesse sono poi stati ufficializzati tramite Determinazione del Presidente dell’Istituto n. 110 dell’8/10/2015 (vedi qui).

    Vediamo quindi meglio i tassi di interessi che possono essere scelti quando si stipula un contratto di mutuo con l’INPS Gestione ex INPDAP e quale conviene scegliere.

    Mutuo INPDAP a Tasso Fisso

    Con la Determinazione 25 maggio 2017, n. 89, il presidente dell’INPS ha introdotto un nuovo metodo per il calcolo del tasso fisso, in vigore dal 1° settembre 2017. Questo nuovo metodo indica differenti tassi fissi a seconda del loan-to-value (LTV) e alla durata del mutuo.

    Durata LTV <= 50% 50% < LTV < 80% LTV > 80%
    Fino 10 anni 1,15% 1,33% 1,73%
    Fino 15 anni 1,51% 1,69% 2,20%
    Fino 20 anni 1,65% 1,83% 2,38%
    Fino 25 anni 1,97% 2,03% 2,65%
    Fino 30/35 anni 1,97% 2,03% 2,65%


    In precedenza, invece, fino al 30/06/2015 il tasso fisso era pari al 3,75%, mentre dal 1/7/2015 il tasso era stato abbassato al 2,95%.

    Per le richieste di mutuo ex INPDAP dal 1/9/2017 in poi si utilizza il nuovo metodo di calcolo del tasso fisso. E chi aveva già in essere un mutuo al tasso fisso precedente, può decidere se tenerlo o fare domanda per il passaggio al nuovo tasso.

    Mutuo INPDAP a Tasso Variabile

    I mutui ipotecari edilizi a tasso variabile hanno un tasso di interesse che varia ed è collegato all’Euribor a 6 mesi, calcolato su 360 giorni, maggiorato di 200 punti base.

    Il tasso dell’Euribor viene rilevato ogni sei mesi, alle date del 30 giugno e 31 dicembre del semestre precedente e viene applicato sul debito residuo a tale data. I tassi di riferimento vengono pubblicati periodicamente sul sito dell’INPS.

    Meglio Fisso o Variabile?

    In entrambi i casi il rimborso del debito avviene con ammortamento alla francese, in rate semestrali costanti e posticipate. Quindi l’importo della rata è costante ma varia la sua composizione (quota di capitale e quota di interessi).

    Detto questo non esiste una situazione migliore dell’altra, la scelta tra il tasso fisso o il variabile dipende dalle aspettative del richiedente. Con il tasso fisso si ha sempre sotto controllo l’importo della rata e la durata, mentre con il variabile il tasso non è certo, ma in futuro potrebbe aumentare o diminuire. Resta comunque valida la possibilità di effettuare il passaggio dal tasso variabile al fisso.

    Cambiare il Tasso di Interesse

    Tramite il nuovo regolamento è stata introdotta la possibilità per il mutuatario (cioè per il dipendente o pensionato ex INPDAP che ha ottenuto il mutuo) di passare dal tasso fisso a quello variabile o viceversa. Questo cambio di tasso di interesse può essere richiesto solamente una volta e solo dopo che siano passati almeno due anni dalla firma del contratto.

    Inoltre, chi avesse già in essere un contratto di mutuo con l’INPS ex INPDAP alla data di entrata in vigore del nuovo regolamento (1/10/2015), entro i sei mesi successivi può chiedere il cambio di tasso, ridefinendo quindi il piano di ammortamento per il rimborso del debito.